Le Alpi Apuane rappresentano un'area montuosa che ben si distingue dalla adiacente dorsale appenninica sia per la posizione geografica (le sue vette distano pochi chilometri dal mare), sia per le caratteristiche geologiche dei terreni affioranti, sia, infine, per la marcata individualità  morfologica. Dal punto di vista morfologico l'area è caratterizzata da un'elevata energia del rilievo dovuta ad un recente ringiovanimento di questo, che si caratterizza per i profili aspri e dirupati e per la presenza di speroni rocciosi. Il conseguente approfondimento degli alvei ha determinato lo sviluppo di valli incassate tipo canyon o forre, la scarsità di zone pianeggianti, la reincisione ed il terrazzamento dei depositi quaternari.
Le Alpi Apuane costituiscono la principale finestra tettonica nell’Appennino Settentrionale in cui affiorano le unità tettoniche più profonde della catena, costituite da rocce deformate in condizioni di basso grado metamorfico. Diverse fasi tettoniche hanno condotto alla strutturazione dell’edificio a falde così come oggi ci appare. Gli eventi deformativi iniziano nel Cretacico (Fasi liguri), per poi proseguire nell'Oligocene con le fasi deformative "Toscane", responsabili del metamorfismo e dell'intensa deformazione e piegamento che mostrano le rocce. Dal Tortoniano al Pleistocene è attiva una tettonica estensionale che porta al generale sollevamento dell'area e alla formazione del paesaggio che caratteristica quest'area.
Per quanto riguarda l'etimologia del nome, l'aggettivo "apuane" deriva dal fatto che nell'antichità queste montagne erano abitate dai Liguri Apuani, a cui subentrarono i conquistatori Romani, che iniziarono lo sfruttamento intenso delle cave di marmi bianchi pregiati, che ancora oggi caratterizza la zona. Le cave antiche e le cave ancora in attività sono oggi parte di questo geo-paesaggio, che offre a chi lo visita scorci mozzafiato tra celeste e bianco.

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