Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno. Nato come isola, nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato due tomboli, il Tombolo della Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla costa formando nel contempo la Laguna di Orbetello.

Dal punto di vista morfologico, il promontorio mostra un paesaggio aspro, specie lungo la coste occidentali e meridionali, dove sono presenti falesie a picco sul mare e precipiti, come quella di Capo d’Uomo, intercalate da brevi scogliere più pianeggianti o da grandi frane di crollo causate dall’incessante e forte azione erosiva del mare. Quasi al centro del promontorio, una grande valle orientata nord-sud, divide la cresta rocciosa dei Ronconali che precipita ripidamente in mare dalla dorsale del Monte Telegrafo. Rilevante è la circolazione nel sottosuolo carsico, con la formazione di grotte, talvolta estese e ricche di concrezioni, come quella degli Stretti nei pressi di Santa Liberata. La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemente sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico ed è inserita nel Santuario dei cetacei istituito nel 1991 come area naturale marina protetta di interesse internazionale. 

La geologia dell’Argentario, che rientra nel quadro generale di quella della Toscana meridionale costiera e dell’arcipelago a sud del Canale di Piombino, è piuttosto complessa per la notevole varietà di rocce e formazioni geologiche. Esaminando la stratigrafia attualmente si distinguono quattro diverse unità, cioè raggruppamenti di rocce che si sono formati con modalità simili nello stesso periodo geologico:

  • iniziando dal basso, troviamo dapprima il l’Unità di Monticiano-Roccastrada, che rappresenta i terreni più antichi, datati dal Carbonifero al Trias, e formati da scisti, filladi, quarziti e anageniti, presenti anche in molte altre zone della Toscana, come ai Monti Pisani, all’Elba, ai Monti dell’Uccellina;
  • successivamente troviamo l’Unità di Cala Piatti, di età triassica, costituita da dolomie massicce e calcari stratificati, e la Falda Toscana, formatasi tra il Trias Superiore e il Miocene Inferiore, che è rappresentata dal calcare cavernoso, ricco di cavità e spesso brecciato, molto diffuso sull’Argentario e sede di importamti mineralizzazioni;
  • l’unità di Cala Grande, formata da a piccole placche affioranti lungo la costa occidentale ed inserita nellee altre formazioni rocciose, è costituita da rocce ofiolitiche metamorfosate, prevalentemente prasiniti, associate a calcari, calcescisti e argilloscisti;
  • infine le ultime formazioni geologiche che si sono deposte, presenti nelle zone pianeggianti del promontorio e lungo le coste, sono costituite da “panchina” e depositi alluvinali e terrigeni, prevalentemente quaternari o attuali.

Il primo insediamento umano all'Argentario risale certamente ad epoche remote: sono almeno diciannove le grotte che furono abitate e che hanno restituito numerosi reperti archeologici. Per la sua posizione geografica l'Argentario fu considerato dai primi navigatori un approdo sicuro. Le primissime opere a carattere difensivo risalgono all'età del Bronzo, ma un vero sistema difensivo, che interessasse globalmente la costa del Promontorio, iniziò a prendere corpo solo nel XV, sotto il dominio della Repubblica di Siena. Il promontorio fu munito di torri di avvistamento e di segnalazione per far fronte al costante pericolo di incursioni dal mare, tra cui va ricordata quella del pirata Khair ad Din detto il Barbarossa, che nel 1544 depredò e saccheggiò il borgo di Porto Ercole. E' tuttavia degli Spagnoli il merito di aver, in pochi anni, trasformato il Monte Argentario in una poderosa macchina bellica, con un formidabile complesso di fortificazioni per numero e qualità, superiore ad ogni altro consimile esistente in Toscana. Nacque così lo Stato dei Presidi, che comprendeva Orbetello, Porto Ercole, Porto S. Stefano e Talamone, ai quali, nel 1602, si aggiunse la piazzaforte di Porto Longone, nell'Isola d'Elba.

In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario: rivolto verso nord-ovest si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto verso sud-est. Le numerose isole limitrofe raggiungibili dal promontorio sono: l'Isolotto, l'Isola Rossa, l'Isola Argentarola, la Formicadi Burano, l'Isola del Giglio, Giannutri e le Formiche di Grosseto.

Itinerari in Monte Argentario