Tipologia : Borghi
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Arcidosso è storicamente uno dei centri più importanti del Monte Amiata. Il nome di Arcidosso viene menzionato per la prima volta in un documento dell'860 d.C. e deriva probabilmente dai sostantivi latini arx e dossum, che significano rispettivamente fortezza e dosso.

A partire dal XII secolo entrò a far parte dei possedimenti della famiglia degli Aldobrandeschi, i quali lo fortificarono iniziando la costruzione della Torre Maestra. Nel 1331, dopo uno dei più lunghi assedi condotti dall'esercito senese, il castello ed il borgo di Arcidosso entrarono a far parte della Repubblica senese, alla quale restarono fedeli sino alla sua dissoluzione. Tale fedeltà rimase rappresentata anche dalla presenza nello stemma comunale arcidossino della Balzana bianca e nera, simbolo della città di Siena. L'assedio da parte delle truppe senesi condotte da Guidoriccio da Fogliano è rappresentato in un affresco situato nella sala del mappamondo del palazzo comunale di Siena. Durante il periodo del Granducato di Toscana, fino a pochi anni prima dell'unità d'Italia, Arcidosso arrivò a contare oltre 12.000 abitanti: il quadruplo di quelli che risiedevano a Grosseto, non ancora all'epoca capoluogo di provincia. Arcidosso, in seguito alla costituzione dello Stato unitario italiano venne eletto al ruolo di "prefettura" e a partire dal 1776 assunse la sua attuale fisionomia territoriale inglobando le frazioni di Montelaterone e Stribugliano.

In epoca medievale venne realizzata una doppia cinta muraria a protezione e difesa dell'abitato di Arcidosso e della Rocca aldobrandesca, sede del potere esercitato dalla nobile famiglia dal Duecento al 1331.I lavori di costruzione delle mura si protrassero a più riprese, per terminare nel corso del Duecento. Le Mura di Arcidosso si presentano in larga parte addossate o incorporate ad edifici del centro storico cittadino. Sono ancora visibili alcuni tratti dell'originaria cortina muraria in pietra, che delimitava interamente il borgo e tre porte di accesso, di cui due dall'aspetto monumentale. La Porta di Castello con arco a tutto sesto, stemma mediceo e merlatura sommitale, immette nell'area della Rocca aldobrandesca che costituisce il Terziere di Castello. La Porta dell'Orologio, che ospita una lapide commemorativa del plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia del 1860, presenta tre aperture a tutto sesto, delle quali la centrale, doppia e più ampia, è sovrastata dalla posticcia Torre dell'Orologio. La Porta Talassese, con arco a tutto sesto, si apre lungo un tratto della cortina muraria. Si presenta dalle linee sobrie, sormontata dallo stemma bianco e nero a testimonianza del passaggio di Arcidosso nella Repubblica di Siena avvenuto in epoca Trecentesca. 

La Rocca aldobrandesca si trova nella parte più alta del centro storico. Il termine rocca, anziché castello, è legittimato da una origine indubbiamente militare delle prime costruzioni. Successivamente però la struttura è andata qualificandosi come castello, per essere stata utilizzata sempre più, dal medioevo ad oggi, in funzione civile e istituzionale. La rocca venne costruita probabilmente intorno all'anno 950, forse dalla famiglia Aldobrandeschi su preesistenti costruzioni di epoca longobarda. Quello di Arcidosso è il più antico palazzo extraurbano di governo statale in Italia e uno dei più antichi d'Europa. La Rocca aldobrandesca di Arcidosso è costituita da un imponente edificio a due corpi di fabbrica (uno dei quali più ribassato), caratterizzati, nell'insieme, da una sezione quadrangolare che poggia, a tratti, su imponenti basamenti a scarpa; le pareti esterne sono rivestite in filaretto. Il lato settentrionale del complesso fortificato si caratterizza per la presenza di una torre che si eleva oltre il tetto del corpo di fabbrica più alto. La sommità della torre è coronata da una serie di archetti ciechi poggianti su mensole, che costituiscono la base della merlatura soprastante.

Informazioni e contatti:

Comune di Arcidosso
Piazza Indipendenza, 30 - 58031 Arcidosso (GR)
Tel. +39 0564966438